Via Covignano, 238 47923 Rimini (Rn)

FAQ:

Domande frequenti

In questa sezione è possibile consultare le risposte date dagli esperti alle domande più frequenti poste da persone con famigliari con diagnosi di disturbo cognitivo e dello spettro autistico sui temi di maggior interesse delle stesse.
Alle nostre domande ha risposto la Dr.ssa Serenella Grittani, responsabile della Struttura Semplice Interdipartimentale (SSI) Disturbi dello spettro autistico nell’arco della vita – Rimini – Azienda USL della Romagna.

CENTRO AUTISMO E DISTURBI DELLO SVILUPPO
Azienda USL della ROMAGNA
Via Coriano, 38 – Rimini

Apertura al pubblico:
da lun a gio: 8.30-18.30; ven: 8.30-14.30

Informazioni: 0541 21498 – 0541 56155

Sito web: Centro Autismo Rimini

Domande e risposte riguardanti diagnosi sul disturbo cognitivo e dello spettro autistico

Una volta ricevuta la diagnosi di Disturbo dello spettro autistico, la presa in carico del bambino e della famiglia sarà effettuata dall’Equipe della SSI Disturbi dello spettro autistico nell’arco della vita (anche detto Spoke autismo di Rimini).
La presa in carico durerà per tutto l’arco della sua vita, se necessaria.

Il referente clinico nell’età minore sarà uno degli psicologi dell’equipe, in base al territorio di residenza del bambino. Lo psicologo si occuperà della pianificazione, realizzazione  e monitoraggio della presa in carico. Nella maggiore età il case manager è un’assistente sociale del Servizio Sociale Territoriale di Rimini o di Riccione. Ogni utente avrà comunque un referente sanitario a cui fare riferimento.

Oltre allo psicologo referente possono essere previste all’interno della presa in carico le seguenti figure: a) il medico neuropsichiatra infantile/psichiatra, sempre presente in fase valutativa (prima diagnosi e eventuali rivalutazioni) e, nel corso della presa in carico, attivabile per specifiche esigenze cliniche e/o mediche;
b) l’educatore che si occupa del trattamento psico-educativo individuale o di gruppo e delle consulenze scolastiche;
c) la logopedista che si occupa del trattamento logopedico individuale o di gruppo o di consulenza (nelle fasi di vita successive);
d) l’assistente sociale che si  occupa della progettazione socio-sanitaria.

L’equipe rimane inoltre in collegamento con gli specialisti ospedalieri in caso di comorbidità.
Le figure del pediatra di libera scelta o del medico di medicina generale rimangono il riferimento indispensabile per tutte le problematiche mediche di base.

A seguito della valutazione clinica e diagnostica prevista dal protocollo della Regione Emilia Romagna, il trattamento terapeutico sarà individualizzato in base alle caratteristiche e ai bisogni del bambino e del suo contesto di vita e potrà indicativamente prevedere:

a)   bambini di età compresa tra 0 e 6 anni e 11 mesi
•  trattamento psico-educativo individuale o di gruppo presso lo Spoke Autismo a partire dalla restituzione della diagnosi fino ad un massimo di 18 mesi per una o due volte alla settimana della durata di un’ora (fino al compimento dei 3 anni è garantita maggiore intensività);
•  successivo trattamento psico-educativo individuale o di gruppo presso il “Servizio Educativo in favore di minori con età 0-6 anni affetti da Disturbi dello spettro autistico”, fino al compimento dei 7 anni di età;
•  a seguito del percorso diagnostico, qualora venga ritenuto necessario un trattamento logopedico il bambino sarà inserito in lista d’attesa per un trattamento settimanale o bisettimanale della durata di 45 minuti a cicli, la cui durata complessiva sarà individuate in base a valutazione clinica e individuazione di obiettivi specifici logopedici;
•  possibile attivazione del percorso di Integrazione Scolastica secondo la Legge 104/92.

b)   bambini con età compresa tra 7 e 17 anni e 11 mesi
•  trattamento psico-educativo territoriale, individuale o di gruppo, qualora se ne ravvisi la necessità e in base a criteri specifici;
•  trattamento diretto logopedico secondo le indicazioni sopra riportate, fino agli 8 anni e 11 mesi; possibilità di ricevere un trattamento indiretto successivo;
•  trattamento psico-educativo ambulatoriale di gruppo, a cicli, presso l’SSI Disturbi dello spettro autistico nell’arco della vita (in base alle caratteristiche e ai bisogni del bambino e del suo contesto di vita);
•  consulenze scolastiche per monitoraggio clinico e degli obiettivi psico-educativi in corso su richiesta della scuola e della famiglia;
•  cicli di colloqui psicologici di supporto per i ragazzi qualora se ne ravvisi la necessità per problematiche focalizzate;
•  possibile inserimento in progetti socio-sanitari specifici quali: Centro Estivo con sostegno individualizzato, Centri Estivi specializzati, Gruppi Educativi Territoriali (GET), progetto di transizione dall’infanzia all’età adulta – 16/20 anni – Spazio Meraki, inserimento presso Centri Semi­ residenziali o Residenziali.

•  Cicli di Parent Training di gruppo.
•  Colloqui psicologici di supporto alla genitorialità su richiesta della famiglia.
•  Partecipazione in qualità di osservatori al trattamento psico-educativo individuale svolto presso l’SSI Disturbi dello spettro autistico nell’arco della vita nei primi 18 mesi dalla diagnosi.

Dal momento della presa in carico fino al compimento dei 18 anni, le figure continuative di riferimento all’interno dell’equipe saranno lo psicologo, il neuropsichiatra infantile e, in caso di attivazione, l’assistente sociale. Successivamente, insieme all’assistente sociale case manager, un’equipe composta da medico – psicologo – educatore – terapista della riabilitazione psichiatrica supporterà la presa in carico socio-sanitaria e la progettazione individualizzata.

Con la diagnosi del Disturbo dello Spettro Autistico è possibile richiedere l’attivazione del percorso per il riconoscimento della Legge 104/92, che può prevedere: sostegno scolastico, indennità di frequenza o indennità di accompagnamento, permessi lavorativi, agevolazioni fiscali. Sarà una commissione INPS, attraverso una visita e l’analisi della documentazione clinica recente, a valutare ed accogliere tale richiesta. L’invalidità per i minori è considerata transitoria e può essere soggetta a revisioni.

Per i maggiorenni l’invalidità è quantificata con una percentuale e le agevolazioni (ad esempio collocamento mirato o “pensione”) dipendono dalla percentuale assegnata.
Per informazioni relative alle agevolazioni si rimanda al sito www.inps.it

Ogni anno possono essere organizzati progetti specifici, sulla base di bisogni individuati e opportunità offerte dal territorio, che possono essere anche attuati in collaborazione tra enti e terzo settore. Alcune collaborazioni continuative attivate negli ultimi anni sono: CEIS e UES (realtà scolastiche), Estate in Villa ed Un’estate Speciale (centri estivi specializzati), Spazio Meraki (servizio di transizione area Rimini Nord) o altri progetti in collaborazione con l’associazione.

A seconda delle problematiche ci si potrà rivolgere alle specifiche figure preposte (pediatra, educatore, assistente sociale, ecc.) ma il referente psicologo è il vostro riferimento principale in caso di necessità. In età adulta, il principale riferimento è l’assistente sociale.

La famiglia è libera di scegliere la scuola, tuttavia ci possono essere delle differenze:

Scuola infanzia / primaria / secondaria statale
Nella certificazione redatta dal referente psicologo, approvata e consegnata alla scuola dal genitore, in base alle caratteristiche e ai bisogni del bambino/ragazzo, può essere richiesto
solo l’insegnante di sostegno (a carico dell’Ufficio Scolastico Provinciale), oppure di affiancare alla figura dell’insegnante anche quella dell’educatore scolastico (quest’ultimo a carico del Comune di residenza).

Nido e scuola infanzia comunale
Nella certificazione redatta dal referente psicologo, approvata e consegnata alla scuola dal
genitore, in base alle caratteristiche e ai bisogni del bambino, il sostegno viene garantito da uno o più educatori in base all’orario di frequenza (totalmente a carico del Comune di residenza).

Tutti i livelli di scuola paritaria
Il Comune di residenza finanzia allo stesso modo scuole pubbliche e private paritarie rispetto alla figura dell’educatore scolastico; l’Ufficio scolastico Provinciale, che si occupa direttamente della copertura oraria nelle scuole pubbliche, riconosce un forfettario economico limitato alla scuola paritaria che è autonoma nel suo utilizzo.